26 gennaio 2008

Diventiamo guerrieri della luce

Diventiamo guerrieri della luce

(di Marcella Danon)

E' urgente ridefinire l'immagine e il ruolo del pacifista.
Non bastamanifestare per essere contro la guerra,
bisogna imparare a promuovere una cultura della pace con
la forza e la saggezza di un antico samurai.
Il vero pacifista non rinuncia alla lotta, non ha paura del conflitto,
crede in un possibile futuro migliore e in altri modi di affrontare
gli inevitabili problemi di convivenza e interazione che da sempre
affliggono l'umanità.
Non è più il momento di attendere che altri decidano delle sorti
del mondo, pace non vuol dire passività, non vuol dire sempre
tranquillità.
Pace è anche forza d'animo, forza interiore, come quella del samurai,
che non ha bisogno di colpire per affermarsi.
La pace non è assenza di conflitto, ma capacità di affrontare il
conflitto con diplomazia, con saggezza, con empatia, non con le armi.
La pace può essere costruita, dentro di sé e diffusa, come modalità di
vita, attorno a sé.
Impegnarsi alla pace vuol dire assumere un atteggiamento maturo
ed equilibrato nei confronti non solo di quello che sta succedendo
in Iraq, ma anche di quello che succede nella nostra piccola vita
quotidiana.
Vuol dire imparare a gestire creativamente i conflitti, senza sfuggirli,
senza reagire in modo automatico (l'aggressività è spesso la risposta
automatica), ma compatibilmente con ogni situazione.
Cerchiamo di ascoltare le ragioni dell'altro e di comprendere il suo
punto di vista.
Cerchiamo di esporre le nostre ragioni puntualizzando il nostro
sentire e non le colpe dell'altro, per esempio dicendo "Mi sono sentito
offeso" invece di "Mi hai offeso".
Cerchiamo di sottolineare i comportamenti che ci hanno urtato invece
di criticare l'altro come persona, per esempio dicendo "Quando lasci in
disordine la scrivania faccio fatica a organizzare il mio lavoro", piuttosto
che "Sei sempre il solito casinista".
Basta poco per trasformare un possibile conflitto in uno scambio di
opinioni che lascerà entrambi soddisfatti e permetterà di trovare una
soluzione concreta adatta a tutti e due. E questo è solo l'inizio, perché
la pace e il sorriso interiore che fa nascere, sono contagiosi, tanto quanto
lo sono il ghigno aggressivo e la tendenza a contrattaccare.
E' questo sorriso che rende forti. Chi l'ha provato sa quanto è più
potente l'incontro dello scontro.
Chi l'ha provato crede nella pace ed è disposto ad affrontare ogni
difficoltà per la pace, sta all'erta come un guerriero al servizio della
sua missione, diventa un Guerriero della Luce, capace di lottare per
i valori più alti.
Quelli che uniscono e non dividono, quelli che sono al servizio della vita:
forse non danno l'illusione di essere potenti, ma fanno diventare forti.

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