29 marzo 2008

dialoghi nel vento

Fratello ti ricordi le magiche notti nel deserto ?

Com'era bello il cielo stellato fuori le mura di Gerusalemme,
eravamo una bella combricola intorno al fuoco, un po di vino
e tanta allegria, come una scampagnata, nessuno mai
pensava al peggio.

Si e vero, sempre pronti a ridere e scherzare da buoni
commilitoni,
mi ricordo di Orso che si profumava come
una donnetta e noi lo
prendevamo sempre in giro per
questa sua strana abitudine.


Già, mi ricordo, per me era molto fastidioso, quando
si avvicinava
starnutivo in continuazione e voi sempre
a rider come matti.

Quante ne abbiamo combinato insieme, tra scherzi e dispetti,
c'era più l'impressione di una scolaresca in vacanza che un
esercito.


Forse qualcuno lo avrà anche pensato, ma noi sapevamo
bene
che il Fratello che aveva riso e scherzato con te
sarebbe sempre
e comunque rimasto al tuo fianco e la
sua spada sempre pronta
a proteggerti le spalle, non
dovevi chiedere, semplicemente
sapevi che c'era ,
che non ti avrebbe abbandonato.


Però quella sera che Lupo arrivò trafelato dicendo:
"dobbiamo correre ad Acri si teme un attacco in massa, ci sono
rimasti solo i nostri, gli eserciti li hanno abbandonati ",
tutti realizzammo subito che nessuno sarebbe tornato.

Come potrei dimenticarlo, non ci fu nessun commento,
non una parola, solo l'urgenza di raccogliere le nostre cose e
partire,
l'idea di non esserci non sfiorò nemmeno lontanamente
i nostri pensieri,
eppure sapevamo bene di non essere un
numero sufficiente a sostenere
la battaglia, così come
sapevamo bene che sarebbe stata la nostra
ultima battaglia.

Ma noi eravamo lontani, avremmo potuto attardarci lungo il
cammino,
evitarla, nessuno avrebbe giudicato la nostra mancanza

Certamente, ma quale Fratello potendo esserci avrebbe rinunciato ?

Hai ragione, non si poteva, chi non ha potuto esserci non si è
mai dato pace di questa mancanza.

Purtroppo è così, non è l'amaro della sconfitta ad intristire
il cuore,
la morte è sempre una triste sorella e noi non l'abbiamo
mai allontanata
quando ci cercava, non abbiamo mai cercato
vendetta in chi trovandosi
in campo avverso prevaleva, ma
il peso del tradimento e del delitto è
rimasto nel nostro cuore
perché non fu un'errore e non fu l'unico episodio.


Ma è passato molto tempo, e poi anche tu sostieni che la
vendetta non
è nel nostro cuore, non ci siamo mai sporcati
le mani di sangue ingiusto,
nemmeno quando significava
la nostra morte.


Lo so, infatti non cerco la vendetta , sappiamo che il tempo
della giustizia
non passa mai e noi dobbiamo chiederla, non
chiederemo di essere gli
artefici della sua realizzazione ma
se Lui lo disporrà nel Suo Disegno ,
noi ancora saremo pronti
a schierarci nel Suo campo,
come allora, come sempre.

Allora è tempo di tornare ?

Si, è tempo di tornare, c'è ancora bisogno di noi,
pensavi di aver finito ?


No, non l'ho mai pensato, come potrei pensare di andare
via fin che ci
sarà anche un solo Fratello che ha bisogno
di aiuto, di giustizia, di verità.


Ma qualcuno non ricorda, molti sono distratti da altre cose
non saremo nuovamente troppo pochi ?


Forse si, ma il tempo ha lavorato per noi, i molti che non
sapevano
incominciano a comprendere e si risveglieranno
dal lungo sonno.

Non sarà facile ma saranno al nostro fianco.

Possiamo parlare di vittoria e sperare che questa
si manifesti in questo tempo ?


Se ti riferisci a Verità e Giustizia, si, ma non sarà quella
degli uomini
, non sarà più l'agnello ad intervenire,
si vestirà da lupo e dominerà
il campo.

La nostra vittoria non ha nessuna importanza, noi saremo
sempre
gli anonimi guerrieri, i guardiani della Via, che se
ne vanno in silenzio
quando la loro opera non è più necessaria.
Il tempo non ci ha cambiati ne ci cambierà.

Non è nostra l'Opera,
non è nostro il Disegno,
non è nostra la Sua Gloria


. . .

4 commenti:

Anonimo ha detto...

BELLO
il "senso" d'appartenenza che,sa d'ESSERCI quando serve.Può contare sulla vecchia "complicità" allegra ma mai infiocchettata.Pronta con SPADA "uno per tutti tutti per uno".Esperienza lucida di un rapporto dando modo di scorgere in esso il circuito dell'autentica forza.E noi sappiamo bene che,prima di essere capace di condurre a compimento l'impresa del Graal,Parsifal attraversa una fase di oscurità e di ribellione:(Non accusa egli il Divino di non averlo aiutato nel suo rimo incontro con gli abitanti del Castello?...)Ma solo quando si sarà liberato anche da una simile dipendenza,ossia dalla remissione a un potere divino a lui trascendente,ritrovando in sè il Divino,come impulso all'azione eroica,o come Impulso del Cristo,Parsifal può riconsacrare il Graal
Che l'AUTOCOSCIENZA,malgrado il suo essere scaturita da un'opposizione sprituale,ritrovi nella propria immediatezza la scaturigine spirituale,come compito alluso dalla simbologia del Graal,come simbologia della VERA AMICIZIA che percepisco esserci tra voi.Auguri! Bianca 2007

acquachiara ha detto...

Bianca
Grazie di cuore, non potrei aggiungere altro a questo commento così chiaro e lucido :-)

Anonimo ha detto...

avevo scritto tante rilessioni ma non so che tasto di pc abbia toccato e sono sparite.
Ho letto il brano e mi ha lasciata emozionatissima, la giustizia noi possiamo chiederla ma non esserne gli artefici.
Del sacro GRAAL non ne so quasi nulla, ma comprendo cosa vuol dire i guardiani della via, l'Agnello non sara' piu' sacrificato, credo che l'uomo sia l'artefice di se stesso e del suo risveglio.
I figli della luce, coloro che capiranno ed entreranno nell'onda.
Come a volte e' difficile sapere e nello stesso tempo meraviglioso esserne coscienti.
riprenderemo il discorso.
LA GRANDE MADRE HA BISOGNO D'AMORE NON D SANGUE
stefania

Anonimo ha detto...

bello